L'ARTE DELL'OUVERTURE - Jose Rodolfo Avila Pardo, violino Federico Cirulli, chitarra
Nel cuore del XIX secolo, l’Europa musicale era attraversata da un fervore straordinario per l’opera italiana. Tra tutti i protagonisti, Gioachino Rossini brillava come una vera e propria stella. Le sue ouverture, celebri tanto quanto le opere che introducevano, divennero rapidamente repertorio amatissimo anche al di fuori dei teatri, grazie a trascrizioni e arrangiamenti pensati per la musica da camera e per la dimensione più intima del salotto.
Una prassi diffusa, infatti, era quella di trascrivere arie e ouvertures d'opera per chitarra sola o formazioni da camera. Queste trascrizioni permettevano ai dilettanti e ai virtuosi di rivivere i momenti più celebri del teatro lirico nell’intimità domestica. Chitarristi-compositori come Mauro Giuliani, Ferdinando Carulli, Fernando Sor e Francisco Tárrega adattarono celebri pagine operistiche al linguaggio della chitarra, combinando fedeltà melodica con soluzioni tecniche ingegnose per esaltarne le possibilità espressive.












